Ex Convento di Sant’ Antonio

Via Garbaldi, 1.

L’ex Convento di Sant’Antonio di Padova a Noto (conosciuto storicamente anche come ex Caserma Cassonello) è un importante complesso monumentale settecentesco. Oggi la struttura ha cambiato volto, diventando il fulcro culturale del Complesso Museale del Barocco.

Storia e trasformazioni dell’edificio. Le origini (1708): Elevato all’inizio del Settecento per volere dei Padri Riformati nel contesto della ricostruzione post-terremoto del 1693.

La caserma (Fine ‘800): Convertito in caserma militare (Caserma Cassonello) su progetto dell’ingegner Cippo Perelli. Questo intervento ha conferito all’esterno un singolare aspetto “munito” con quattro torrette e merli protettivi.

Il Complesso Museale: Di recente, il Comune di Noto e la Regione Siciliana hanno riqualificato i locali. Gli interni svelano pavimenti originari in pietra, strutture ipogee e preziosi dipinti murali del Settecento.

Storia dell’ex Caserma Cassonello di Noto

L’ex Caserma Cassonello, situata in Via Giuseppe Garibaldi n. 1 a Noto (Siracusa), rappresenta uno degli edifici storici più significativi della città. La sua storia attraversa oltre tre secoli e riflette le trasformazioni religiose, militari e culturali della città barocca.

Le origini: il terremoto del 1693 e la ricostruzione

L’11 gennaio 1693 un violento terremoto distrusse gran parte della Sicilia orientale, compresa l’antica Noto. In seguito alla catastrofe fu deciso di ricostruire la città nell’attuale sito del Monte Meti.

Tra i primi edifici religiosi programmati nella nuova città vi fu il Convento di Sant’Antonio di Padova, destinato ai Padri Francescani Riformati.

I lavori iniziarono intorno al 1708, quando l’Ordine francescano ottenne il terreno necessario alla costruzione del convento e della chiesa. L’edificio fu progettato secondo i criteri dell’architettura conventuale settecentesca: struttura semplice, ampi chiostri, locali per la vita monastica e una posizione dominante sul versante orientale della città.

Il convento nel XVIII secolo

Per oltre un secolo il complesso svolse esclusivamente funzioni religiose.

I Padri Riformati vi conducevano:

  • la vita conventuale;
  • l’assistenza spirituale alla popolazione;
  • attività di predicazione;
  • opere di beneficenza.

Grazie alla posizione elevata, il convento divenne uno degli elementi più riconoscibili del nuovo panorama urbano di Noto.

La soppressione degli ordini religiosi

Nel XIX secolo, dopo l’Unità d’Italia, entrarono in vigore le leggi di soppressione degli ordini religiosi (1866-1867), che portarono all’incameramento di numerosi beni ecclesiastici da parte dello Stato.

Anche il convento di Sant’Antonio fu confiscato e destinato ad uso militare.

Questa trasformazione cambiò profondamente l’aspetto dell’edificio.

La nascita della Caserma Cassonello

Dalla seconda metà dell’Ottocento il complesso venne adattato a caserma dei Carabinieri.

Durante questa trasformazione furono effettuati importanti lavori:

  • modifica della facciata;
  • realizzazione delle caratteristiche merlature;
  • costruzione delle torrette angolari;
  • adattamento degli spazi interni a camerate, uffici e magazzini.

L’intervento conferì all’edificio un aspetto quasi medievale, molto diverso dalla sobria architettura conventuale originaria.

Fu proprio in questo periodo che il complesso assunse il nome di Caserma Cassonello, con cui è ancora oggi conosciuto.

Il Novecento

Per molti decenni la caserma ospitò reparti dell’Arma dei Carabinieri e rappresentò uno dei principali presidi militari della città.

L’edificio costituì un importante punto di riferimento per:

  • il controllo del territorio;
  • la sicurezza pubblica;
  • le attività amministrative dell’Arma.

Con il trasferimento delle funzioni militari in sedi più moderne, la caserma venne progressivamente abbandonata.

Il degrado e i primi interventi di recupero

Nel secondo dopoguerra il complesso iniziò un lungo periodo di inutilizzo.

L’importanza monumentale dell’edificio, tuttavia, non venne dimenticata.

Con il riconoscimento di Noto come Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2002, aumentò l’attenzione verso il recupero dei principali edifici storici della città, compresa l’ex Caserma Cassonello.

La valorizzazione culturale

A partire dagli anni 2010 il complesso ha iniziato a essere utilizzato come spazio espositivo.

Ha ospitato:

  • mostre sul patrimonio barocco;
  • esposizioni d’arte contemporanea;
  • conferenze;
  • incontri culturali;
  • presentazioni di libri.

Tra gli eventi più importanti:

  • “Il museo nel museo” (2012) dedicato alla valorizzazione dei siti UNESCO;
  • presentazioni culturali organizzate da Italia Nostra e Archeoclub;
  • le rassegne internazionali di arte contemporanea Experimentum Crucis, organizzate dal 2023 e proseguite anche nel 2024.

L’accordo tra Regione Siciliana e Comune di Noto

Nel 2021 la Regione Siciliana, proprietaria dell’immobile, ha affidato al Comune di Noto la gestione dell’ex Caserma Cassonello.

L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare definitivamente il complesso in un importante contenitore culturale, destinato a mostre, eventi e attività artistiche, in collaborazione con la Galleria Regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa.

L’edificio oggi

Attualmente l’ex Caserma Cassonello non svolge più funzioni militari.

È utilizzata principalmente per:

  • mostre temporanee;
  • esposizioni d’arte contemporanea;
  • eventi culturali;
  • iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio storico di Noto.

Il progetto di lungo periodo prevede la piena valorizzazione del complesso come polo museale e culturale, restituendolo definitivamente alla città.

Caratteristiche architettoniche

L’edificio conserva oggi elementi appartenenti a due epoche differenti.

Dell’antico convento rimangono:

  • l’impianto generale settecentesco;
  • il chiostro;
  • parte delle murature originarie;
  • la posizione panoramica.

Della trasformazione militare restano invece:

  • la facciata merlata;
  • le torrette angolari;
  • alcune modifiche distributive interne;
  • l’aspetto fortificato che ancora oggi lo rende uno degli edifici più riconoscibili di Noto.
AnnoEvento
1693Distruzione di Noto antica con il terremoto.
1708Inizio della costruzione del Convento di Sant’Antonio di Padova.
XVIII secoloIl convento ospita i Padri Francescani Riformati.
1866-1867Soppressione degli ordini religiosi e passaggio allo Stato.
Fine XIX secoloTrasformazione in Caserma Cassonello dei Carabinieri.
XX secoloUtilizzo come presidio militare.
Fine XX secoloDismissione della funzione militare.
2002Cresce l’attenzione per il recupero dopo il riconoscimento UNESCO della città di Noto.
Dal 2012Avvio di attività espositive e culturali.
2021Affidamento della gestione al Comune di Noto.
2023-2024Sede delle rassegne internazionali “Experimentum Crucis”.